Ottimismo di pianificazione
La tendenza sistematica a stimare tempi e costi guardando il piano invece dei casi simili.
La planning fallacy non è genericamente «essere ottimisti»: è adottare la prospettiva interna — il piano, i suoi passi, gli intoppi che riusciamo a immaginare — invece di quella esterna, cioè la distribuzione degli esiti di progetti comparabili. Il piano descrive lo scenario migliore compatibile con quello che sappiamo, e lo scenario migliore si verifica raramente.
Il rimedio ha un nome, reference class forecasting, e una forma semplice: trovare la classe di casi simili, prenderne la distribuzione reale di tempi e costi, collocarsi dentro quella distribuzione e correggere solo se si può indicare una ragione specifica per essere diversi. Di solito non si può.
Chi conosce questo effetto continua a subirlo — conoscere un bias non protegge dal bias — ma può costruirsi una procedura: chiedere le stime prima di discutere il piano, registrarle, e confrontarle con l’esito. È il tipo di disciplina noiosa che rende una stima un dato invece di un’opinione, e che rende visibile l’errore quando si ripresenta nella Prioritizzazione degli esperimenti.
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